"Asintoto
di Mare e Cielo" è una meditazione lirica sul desiderio e
l'irraggiungibile. Attraverso l'immagine potente dell'asintoto, la linea che si
avvicina all'infinito senza mai toccarlo, il testo esplora il confine sfuggente
tra speranza e realtà. L'orizzonte marino, che la poetessa osserva con le
"scarpe bagnate", diventa il simbolo di una meta vicina e palpabile
come "un sogno vero", ma infinitamente lontana. È una camminata
catartica in cui la distanza non è una sofferenza, ma una condizione di pace:
nel silenzio del mare calmo, il cuore si fa leggero e la mente trova la sua
quiete. La poesia celebra la bellezza del percorso, accettando che l'infinito
non vada raggiunto, ma semplicemente vissuto come una costante, vitale presenza
nel cammino. Un brano che invita a trovare la serenità proprio in quell'eterno,
affascinante "eppure infinito".…
ASINTOTO DI MARE E CIELO
Passeggiando sulla riva,
guardo l'orizzonte andare,
sempre vivo davanti a me,
ma non lo potrò toccare.
Come un asintoto mi chiama,
mi avvicino senza arrivare,
un confine che mi infiamma,
e non si lascia attraversare.
[Ritornello]
Asintoto
di mare e cielo,
vicino come un sogno vero,
eppure infinito,
eppure infinito.
Eppure
in questa distanza,
il
mare è calmo, il tempo avanza,
cammino
con le scarpe bagnate,
e con
le idee annegate.
Oggi mi basta capire,
che l'infinito è vicino,
a un passo... senza finire,
sempre vivo nel cammino.
[Ritornello]
Asintoto
di mare e cielo,
vicino come un sogno vero,
eppure infinito,
eppure infinito.
b.n.
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