Lettera aperta ai ragazzi della classe 5B


Cari ragazzi e ragazze,


oggi, più che mai, vi invito a fermarvi e riflettere. Manca poco alla maturità, il momento in cui vi confronterete con il mondo attraverso due prove ufficiali: il tema d’italiano e l’esame del vostro indirizzo. Ma prima di affrontare questi due traguardi, c’è una prova più profonda e personale, un esame che è già iniziato e si rinnova ogni giorno: il primo, autentico, esame di maturità, quello che rappresenta la vera maturità del comportamento e del ragionamento umano, capace di riflettere un equilibrio tra razionalità ed emozioni, tra responsabilità e libertà, tra consapevolezza di sé e rispetto per gli altri. 

Questo esame non ha una commissione, né voti. Si manifesta nei gesti, nelle scelte e nelle parole che definiscono vostra identità. È una sfida silenziosa, che richiede coraggio, cuore e intelligenza. Non è facile, ma è il più importante, perché vi prepara a essere liberi, autentici, consapevoli di ciò che valete.

In questi anni, vi ho visti crescere e trasformarvi. Nei giorni sospesi della pandemia, quando il tempo sembrava un intervallo infinito senza punti di riferimento, ho ammirato la vostra forza nel mantenere vivi i sogni, anche se nascosti dietro uno schermo. Poi vi ho osservati riprendere il ritmo della normalità, affrontando con creatività e impegno nuove sfide. Vi ricordate le nostre risate durante l'animazione della radice quadrata in matematica? E l'interpretazione socio-politica dei fasci di rette in educazione civica, il grafico del percorso di vita di una persona in regime penitenziario durante un'assemblea d’istituto? Momenti unici, che parlano della vostra capacità di pensare, immaginare e riflettere con profondità.

La vostra classe è come un sistema meccanico complesso: ogni studente è un ingranaggio unico, essenziale. Quando tutto si muove in armonia, il sistema genera risultati straordinari, un equilibrio perfetto tra precisione e bellezza.

Eppure, anche nei meccanismi più sofisticati, si insinuano ombre che offuscano la luce: atteggiamenti di arroganza, mancanza di rispetto, prese in giro verso chi si dedica con passione allo studio. So che non è facile reagire a queste dinamiche, e che ogni giorno vi trovate a scegliere come comportarvi.

La prima strada è quella del silenzio. È come una funzione costante: piatta, senza slanci, priva di evoluzione. Abbassare lo sguardo, evitare il confronto, accettare ciò che accade sembra la via più semplice, ma nasconde un peso invisibile, quello dell’umiliazione e della sconfitta interiore.

La seconda strada, quella che vi invito a percorrere con coraggio, è la via del confronto costruttivo. È una funzione crescente che punta verso l’alto: richiede energia, sforzo e costanza, ma conduce a nuove vette. Argomentare con rispetto, ascoltare con apertura, dialogare con intelligenza sono i punti di flesso che trasformano gli ostacoli in opportunità di crescita. È il cammino di chi rifiuta la mediocrità, cercando di migliorare non solo sé stesso, ma anche il sistema di cui fa parte.

La terza strada, che alcuni potrebbero aver intrapreso, è quella del conformismo negativo. È come costruire un grafico su un dominio sbagliato: invece di correggere gli errori, ci si adatta a essi, rafforzando dinamiche tossiche. All’apparenza, sembra una tregua—“ci adeguiamo, così nessuno ci giudica”—ma emergono inevitabilmente i punti di discontinuità che alterano l’autenticità, allontanandovi da ciò che davvero vi rende unici.

E ora, vi chiedo: quale strada scegliete?

So che molti di voi aspirano a percorrere la via del confronto, e so quanto sia difficile. Eppure, ogni gesto di rispetto, ogni parola di dialogo, ogni passo verso la comprensione reciproca vi avvicina a una versione più autentica, matura e luminosa di voi stessi.

Essere maturi non significa evitare i problemi, ma affrontarli con intelligenza e cuore. È riconoscere il proprio valore, difenderlo e metterlo al servizio degli altri. Questo esame di maturità si affronta ogni giorno, con il coraggio di essere veri, di superare i propri limiti, di lasciare un’impronta significativa.

E ricordate, non siete soli. Io, e tutti i vostri docenti, saremo sempre al vostro fianco, pronti a guidarvi, a sostenervi, a credere in voi. Ma questa prova, unica e irripetibile, è tutta vostra. Fatene il vostro orgoglio, il vostro traguardo.

Ricordate: il valore di una persona non si misura solo dai successi raggiunti, ma dalla strada che sceglie di percorrere per arrivarci.

Con fiducia, emozione e immensa stima in voi,
          La vostra prof.ssa di matematica Besa Nuhi.           


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